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Un'intervista rilasciata qualche giorno fa a Chiara Ciardelli per Penne Digitali dove si parla sia di podcast che di Radio NK:
Alessandro Venturi: dalla webradio a un libro sul podcast
Radio NK nasce il 20 maggio 2004 come webradio per volontà di 5 ragazzi del ’77, amici di lunga data. Si propongono al loro pubblico con dei soprannomi, che tengono sempre vivo lo spirito goliardico liceale che fu alla base del loro primo avvicinamento al mondo della radiofonia. Sono il demiurgo, il filosofo, il commercialista, il satrapo fiorentino e il webmastro. Quest’ultimo è recentemente uscito dall’anonimato con la pubblicazione del suo primo libro: “Come si fa un podcast”, edito da Tecniche Nuove. Si tratta di Alessandro Venturi, intervistato da Penne Digitali.
Come vi è venuta l'idea di dare vita ad una radio via Web?
L'idea di fare radiofonia è sempre stata presente in noi per ragioni più o meno futili: inizialmente ci inorgogliva anche solo l’idea di poter dire: “noi facciamo radio, una radio nostra”. Le radio tradizionali sono abbastanza "blindate", la rete Internet al momento è ancora libera. Nessuno ci vieta comunque in un futuro di poter mandare qualche demo a qualche radio.
In che senso trovi che le radio tradizionali siano “blindate”?
È veramente difficile che una radio prenda degli speaker "dalla strada", infatti bisogna considerare il fatto che molte delle piccole radio locali sono state assorbite da grandi network che utilizzano i loro speaker. La storia è completamente diversa quando gli speaker hanno la possibilità di farsi una radio da soli online: una vera rivoluzione!
Che cosa vi/ti affascina da sempre della radiofonia?
Il fatto che non sai chi e quante persone possano ascoltarti in quel momento. Una sorta di messaggio in bottiglia che non sai da quanti verrà letto. E poi tutto ciò che riguarda la radio è affascinante di per sé, dalle onde hertziane alla bellezza plastica dei microfoni a diaframma largo e poi un certo anonimato, mettere dischi che fanno muovere le masse e la scritta ON AIR che lampeggia.
Avete preso spunto da precedenti esperimenti online?
In realtà no. Ci ha spinti la voglia di fare radio nel modo più indipendente possibile, evitando costi alti. Ci siamo ispirati, se così si può dire, alla radio parlata e questa esiste praticamente da quando è stato inventato il mezzo. In effetti, fatta eccezione per i ritrovati tecnici e poi tecnologici, ci sembra di poter dire che è dagli anni ’30 che nessuno inventa nulla di nuovo nel mondo della radiofonia. In generale nell’ambito musicale anche le ultimissime novità si rifanno a dei precedenti, che a loro volta riprendono, seppure solo in parte, realtà già esistenti. È un ragionamento che da oggi porta fino a quel pazzo che per primo ha inventato il ritmo picchiando con un osso su una pelle di bue tesa, cantandoci sopra… tornando a noi, non trasmettiamo musica, anche se ci piacerebbe molto, ma non nascondo che i prezzi della siae, almeno per noi, sono quasi proibitivi. Sarebbe bello, poi, avere del tempo quotidiano da dedicare alla radio, ma purtroppo non è così. Cerchiamo di approfittare dei momenti liberi per esprimere noi stessi.
Come sono stati gli esordi?
Da un punto di vista tecnologico, gli esordi sono stati con sistemi semplici e collegamenti improvvisati, il tutto assolutamente al risparmio. Poi, man mano, abbiamo ampliato la nostra attrezzatura, ma ripensare all’inizio spesso ci fa sorridere. In due anni ci sembra di aver percorso la stessa crescita tipica dei bambini, da quando sono neonati a quando finalmente articolano le prime parole. Ora possiamo dire di aver raggiunto un ottimo livello tecnologico.
Da un punto di vista emozionale, si può dire che nulla è cambiato: accendere i microfoni e iniziare è semplicemente una gioia, proprio come il primo giorno. Gli utenti, con le loro e-mail, sono uno stimolo continuo, che ci spinge a proseguire questa avventura.
Come sei venuto a conoscenza dei podcast?
Ne ho sentito parlare per la prima volta a fine estate 2004 e ho subito pensato che poteva essere il mezzo di distribuzione più adatto al nostro modo di fare radio. Ho approfondito l'argomento e oggi posso dire che per me si tratta ormai di una vera e propria passione, tanto da aver scritto anche un libro sul podcast.
Cosa è cambiato con l'applicazione del sistema di podcasting alla radio?
La distribuzione dei contenuti è diversa: prima usavamo la newsletter limitata a qualche decina di ascoltatori, ora ne abbiamo migliaia sparsi per il mondo. Sicuramente è stato ottimo dal punto di vista di promozione, in quanto essere inseriti all'interno dei motori di ricerca specifici per podcast ci ha aiutato a farci conoscere. Poi c’è il risvolto economico: certo non per noi, ma se solo proviamo a pensare alla stragrande diffusione di iPod di ogni forma e dimensione…
Qualche esempio di motore di ricerca per podcast?
Beh, quello più citato è senza dubbio quello interno al iTunes Music Store, poi c'è Podcast.net (http://www.podcast.net) e Yahoo Podcast (http://podcasts.yahoo.com/). Comunque le risorse in rete non mancano, basta digitare in un qualsiasi motore di ricerca " podcast directories".
Quante trasmissioni trasmettete, con quale frequenza e di cosa si occupano?
In media facciamo una puntata alla settimana, tempo permettendo. Ci sono periodi in cui non trasmettiamo, altri in cui riusciamo a preparare anche 2 o più puntate nella stessa settimana. Gli argomenti sono vari, lo schema è quasi sempre lo stesso: si parte da un tema e da questo facilmente si divaga. Poi c'è il mio podcast personale Toilettecast, aperiodico per definizione, infatti, tra esami, libro e altro il tempo è veramente scarso. Mi diverte e mi svaga: parlo del più e del meno, commentando le notizie che ci sono ogni giorno e lo registro in bagno, rimanendo fedele al nome stesso del podcast.
A gennaio 2005 hai dato vita al primo newsgroup dedicato esclusivamente al podcasting…
Al momento per quanto mi risulta non è solo il primo ma anche l'unico newsgroup totalmente dedicato al podcast, ed è it-alt.media.internet.podcast, accessibile anche tramite Google. All'inizio non era molto frequentato, perché l’argomento era forse troppo di nicchia. Poi, col tempo, il numero dei partecipanti è aumentato, parallelamente allo sviluppo del podcast stesso. Molte volte ci sono persone che chiedono semplicemente dove trovare risorse per imparare, altri pongono domande più dirette e di tipo tecnico. Spesso riportiamo anche articoli di giornali inerenti il podcast.
Dal successo del newsgroup, alla popolarità delle FAQ e alla pubblicazione del tuo libro: ci racconti un po' questo percorso?
Tutto è cominciato con il redigere una sorta di guida sul podcast, poco dopo la creazione del newsgroup. Le due cose andavano insieme: mettevo nelle FAQ le domande che più venivano fatte nel newsgroup. Il libro è poi un approfondimento dettagliato delle FAQ. Durante la stesura del libro ho avuto la fortuna di poter contare sull’appoggio di un amico giornalista, Luca Lorenzetti. Mi ha seguito nella prima stesura, il resto è venuto da sé, anche grazie alla mia ormai ricca conoscenza del tema, decisamente maturata sul campo.
C’è qualcuno in particolare che vorresti ringraziare?
Sicuramente il già citato Luca Lorenzetti, poi Paolo Boraschi di Tecniche Nuove, i miei soci di Radio NK.
Sono diverse le recenti pubblicazioni sull'argomento, a tuo avviso qual è il valore aggiunto della tua pubblicazione, anche in base ai feedback ricevuti?
Credo che il punto di forza di questo mio libro sia lo spirito con cui mi sono applicato nello sviscerare i singoli aspetti. L’ho scritto da utente cha ha sperimentato «in casa» come si fa un podcast. Spiegare come si fa un podcast utilizzando sistemi automatici, ad esempio, è semplice, proprio perché si tratta di automatismi, ma per poter essere davvero e totalmente indipendenti bisogna anche essere in grado di fare tutto da soli. Ecco io spiego entrambi i modi, sfruttando a pieno sia la tecnologia più semplice sia quella complessa.
Inoltre, credo che sia l'unico manuale che affronti anche il tema del podcast video. Passo passo vengono illustrate tutte le procedure per utilizzare insieme sistemi complessi come il mixer, skype, computer e schede audio, creando uno studio radiofonico in tutto e per tutto.