Ha senso tutto questo? Nel mio piccolo, questo mio lavoro (che non si è concluso dal momento che ho consegnato il manoscritto) è servito a qualche cosa? Ha aiutato qualcuno a realizzare il proprio podcast? Sicuramente si, vedendo il feedback che ho riscontrato. Moltissime persone (e non lo dico per fare il fico o quant’altro) mi hanno scritto email e contattato via Skype per farmi vari complimenti, tra i più frequenti e ricorrenti c’è sicuramente la chiarezzo di linguaggio. Nel senso che non ho voluto fare un “manuale tecnico” su come collegare vari strumenti, ma ho voluto spiegare più i concetti che compongono il podcast a 360 gradi.
Mi ricordo quando all’inizio di questa avventura parlavo con il mio editore (grazie Paolo) discutendo dei tempi di realizzazione e sul fatto che un’altra casa editrice si stava muovendo, rischiando di uscire prima di me. Certo, mi sarebbe piaciuto uscire per primo, questo non lo nascondo e non l’ho mai nascosto, anche perché da più campane vengo preso (assieme ai compagni di Radio NK) un po’ come il riferimento per quanto concerne la tecnica e la nascita del podcast in Italia (non me ne vogliano i ragazzi di Qix e Caymag, ma loro purtroppo si sono fermati troppo presto!). Ma come dicevo, uscire per primo voleva dire fare le cose di fretta e io non volevo, in quanto rischiavo di fare le cose fatte male. Oltre a questo c’era anche il discorso inerente alla revisione del manoscritto, in quanto non sono uno scrittore, faccio errori di grammatica, insomma hanno dovuto lavorare non poco per rendere il libro esente di errori 
Diciamo che me la sono giocata bene con un buon prodotto e con una discreta promozione. I frutti stanno maturando per essere raccolti (in certi casi ho raccolto qualcosa ancora di acerbo così come alcuni frutti sono maturati come primizie) cercando di puntare più sulla qualità che sulla quantità.
In molti mi hanno chiesto se ci ho guadagnato sulla realizzazione di quest’opera, beh, guadagnamo è una parola grossa…. se consideriamo le spese tra realizzazioni siti, telefonate a centinaia di persone, presentazioni, spedizioni per invio di copie (senza contare il tempo dedicato a scriverlo e a fare tutto quanto il resto) diciamo che forse sono in pari. Dico forse perché dvo pagare un paio di fatture di ordine di libri di qualche centianio di euro… ecco, per dirla tutta, quando mi si chiede “me ne regali una copia?” è come chiedere al barista amico, “mi offri un caffè?”, non te lo darà mai, anche se gli costa poco. Ovvio, agli amici stretti si regalano queste cose, ci mancherebbe, però se uno vende qualche centinaio di migliaio di copie regalarne qualche centinaio non ti cambia la vita… ma io non sono Eco o Vespa.
Per la cronaca, il libro va bene. Non so in confronto agli altri titoli “concorrenti”, ma m’interessa relativamente anche perché so che il mio prodotto è valido e ci credo molto.
Scusate questo delirio che può non voler dire niente, ma ogni tanto mettere nero su bianco dei propri pensieri fa bene allo spirito.